Image for donne in-cantoVoci di donna, voci che incantano e fanno pensare: provenienti da culture, paesi e generi musicali diversi, alcune fra le migliori interpreti di musica etnica internazionale si riuniranno sul palco dell’Auditorium Flog in occasione del 33˚ Festival di Musica dei Popoli (3 ottobre – 2 novembre). Perchè “Donne In Canto”, perché il canto come espressione privilegiata della femminilità? L’etno-musicologo Leonardo D’Amico, direttore artistico della rassegna, spiega così la scelta di quest’anno: “nelle culture tradizionali, dove è presente una netta separazione fra ruoli femminili e maschili, tale divisione è riflessa anche nella musica: la pratica strumentale appartiene quasi sempre alla mascolinità, quella vocale alla femminilità. La musica popolare italiana non smentisce questa regola, fatta eccezione per  il tamburello e le nacchere. Il fattore comune a tutte le interpreti è il potere evocativo ed emozionale, tradizionalmente deputato al femminino”.

Una rapida carrellata per capire cosa ci aspetta nella storica sede del dopolavoro industriale, da sempre attenta alle produzioni musicali e culturali esogene ed esempio del virtuoso associazionismo toscano, ai primi posti per numero e qualità nelle classifiche del Sole24Ore, stando alle parole dell’Assessore Giani: il canto gitano rauco e graffiante della cantora La Macanita (3/10), la tradizione persiana interpretata da Parissa, che ha partecipato al Festival di Fes delle Musiche Sacre dal Mondo (4/10), Fausta Vetere, Lucilla Galeazza, Clara Murtas in un concerto-omaggio alla cantante popolare siciliana Rosa Balistreri (10/10), Ana Moura, vocalist portoghese legata al fado e amata dai Rolling Stones ed ospite ad un loro concerto (11/10), Natacha Atlas (ex Transglobal Underground) con la sua etno-elettronica (18/10), Susana Baca, esponente della tradizione afro-peruviana e vincitrice di un Grammy Award (19/10), la kurda Aynur, dalla potente vocalità (25/10), l’italo-etiope-somala Saba, che fonde R’n’B’, Pop con ritmi della tradizione africana e, infine, l’israeliana Mor Garbasi (entrambe il 2/11, in occasione di un doppio concerto finale). Ma il canto femminile, che nasce all’interno di un preciso ordine sociale, è sempre solo bellezza? “In alcuni casi si trasforma in strumento d’emancipazione, in luoghi in cui si soffre ancora l’oppressione. E’ il caso di Oumou Sangaré (ndr: ospite dell’edizione 2004 della rassegna) acclamata cantante del Mali, protagonista della lotta per i diritti delle donne, con testi contro l’infibulazione e la poligamia” conclude D’Amico.

(immagine da: http://www.music4company.com/)

Annunci