River to River 08

Fotogrammi a colori e in bianco e nero sull’India, a pochi giorni dall’attentato di Mumbai: River to River – Florence Indian Film Festival (5-11 dicembre), ottava edizione all’interno della 50 giorni di Cinema Internazionale all’Odeon, cerca di penetrare la coltre delle abitudini per farci conoscere dall’interno le tante anime di questo paese – drammi, ironia, fascino, estetica, paesaggi, contraddizioni di una terra dove, come spiega la direttrice Selvaggia Velo, “muoiono talmente tante persone che anche quest’ultimo attentato, così eclatante per il coinvolgimento di occidentali, è stato già riassorbito”.

La fame, la malattia, ma anche attacchi terroristici la cui l’eco giunge a noi debolmente, sono le ragioni di questa “abitudine al distacco”, che da qui difficilmente possiamo comprendere. Fra i film in concorso (che vede la partecipazione di fiction, ma anche di corti e opere documentarie) si segnalano i lungometraggi «Mumbai Meri Jaan» («Bombay mia adorata») di Nishikant Kamat, che sarà proiettato il 9/12 (ore 20,30) racconto dell’attentato dell’11 luglio 2006, ricordato dagli indiani come “Seven Eleven” (sette bombe furono fatte esplodere sui treni di Mumbai), «Amal» di Richie Metha, favola metropolitana con un guidatore di rickshaw per protagonista (6/12, ore 20,30, alla presenza del regista), «Khuda Kay Liye»  («Nel nome di Dio») di Shoaib Mansoor, film pakistano sulla vita dei musulmani dopo l’11 settembre (6/12, ore 23,00), «Super 30» di Christopher Mitchell, l’impresa di un professore di matematica che dedica la propria vita ad istruire studenti della poverissima regione del Bihar per consentirgli di essere ammessi al prestigioso Indian Institute of Technology (6/12, ore 15,00, segue un incontro con il regista), lo “spaghetti western in salsa curry” «Quick Gun Murugan» di Shashank Ghosh (8/12, ore 23,00).

Il linguaggio cinematografico, in sé veicolo autonomo di senso, può rappresentare una fonte d’informazione e costituire l’abbrivio, come anche il Festival dei Popoli da quasi 50 anni insegna, per rimodulare i propri schemi mentali alla luce del contatto con realtà distanti; un’occasione che il Festival di Cinema Indiano ancora una volta ci offre, mettendoci in contatto con quest’universo dai molti volti e dai tanti dei attraverso lo sguardo di chi lo vive o lo ha vissuto.

Oltre al concorso è prevista una retrospettiva dedicata al regista e attore Raj Kapoor definito “Charlie Chaplin indiano” della Bollywood anni ’50, di cui saranno presentati tre film, considerati capolavori: «Awara -Vagabondo» (7/12, ore 15,00), «Shree» 420 (8/12, ore 15,00) e «Bobby», che chiude il festival  (11/12, ore 20,30).

Tra le novità di quest’edizione la presenza di una sezione dedicata al cortometraggio di animazione, tecnica che gli indiani padroneggiano molto bene, uno spazio dedicato ai giovani talenti del Tv Institute of India, il Concorso “Advantage India”, dedicato ai corti di tre minuti, che verranno proiettati nella serata coclusiva del festival. Tra gli eventi collaterali un’esibizione di danze indiane dell’Apsara Dance Group (5/12, ore 20,00) e un party “indian style” al Doris, al quale interverrà il dj Afi Khan.

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