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“La mente pervasa dai ricordi del passato e preoccupata per il futuro perde la freschezza del momento presente. Siamo allora incapaci di riconoscere la luminosa semplicità della mente, che è sempre dietro il sipario dei pensieri”, scrive il maestro zen vietnamita Tich Nath Hanh.

Le pratiche meditative orientali, fra loro assai eterogenee per tecnica e tradizione, non servono a fare viaggi stellari ma ad entrare più in contatto con la propria mente e le proprie emozioni, allo scopo di riconoscerne il funzionamento e vivere il presente con maggior consapevolezza e vividezza.

L’ Istituto Lama Tzong Khapa di Pomaia (40 km a sud di Pisa), purtroppo recentemente colpito da un incendio che ne ha danneggiato la sala di meditazione, ospita corsi e ritiri di discipline appartenenti alle più diverse tradizioni (sia buddhiste che laiche), fra cui quelli promossi dell’A.Me.Co (Associazione di Meditazione di Consapevolezza), condotti dal noto insegnante Corrado Pensa.

La meditazione “di consapevolezza” (o “vipassana”) è la tecnica praticata da Siddharta il Buddha 2500 anni fa e mira allo sviluppo dell’attenzione al presente, partendo dalla concentrazione sul respiro per poi estenderla a movimenti mentali e stati d’animo. Il Centro Dhamma Atala di Luterano (Marradi), di recente apertura, si dedica unicamente alla vipassana, nella sua variante più rigorosa.

Il Centro Ewam (V. Reginaldo Giuliani 505/A) è una scuola di filosofia, psicologia e pratiche di Buddhismo Tibetano; tra i numerosi corsi settimanali (molti dei quali tenuti da laici), ne segnaliamo un paio: il metodo di autoguarigione del Ton Len (“prendere e dare”), a cura di G. Lanzara, L. Drighi e A. Malaspina, un tipo di meditazione guidata (con “guidata” s’intende che i maestri danno indicazioni agli allievi nel corso della sessione meditativa) finalizzata a migliorare la comunicazione affettiva con gli altri; un altro team d’insegnanti (R. Iuliano, L. Mazzei, P. Gianni, P. Mori e P.Lacerna) tiene invece un corso di “Schiné” (“calmo dimorare”): affine alla “vipassana”, mira a sviluppare l’attenzione, prima sul respiro e poi sulla mente (info: http://www.ewam.it/ewam/programma.shtml).

Presso il Centro Zen (V. Ponte alle Mosse, 17) si praticano lo “Zazen” (“postura corpo-spirito”), un tipo di meditazione seduta individuale e il “Kinhin”, meditazione camminata (“concentrazione sui passi, senza pensare né al prima né al dopo”), secondo la tradizione Soto Giapponese. Queste pratiche mirano allo sviluppo di presenza mentale nelle azioni quotidiane (anche quelle comunemente percepite come banali, come appunto camminare) allo scopo di divenire man mano più capaci di risiedere nell’attimo presente così com’è, in tutta la sua pienezza esperienziale, e sempre meno assorbiti dal “prima” (com’era la situazione in passato), dal “dopo” (come sarà in futuro) e dal “dovrebbe” (come vorremmo che fosse).

L’articolo sul Corriere Fiorentino

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