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Luca tocca le cose che gli piacciono. Quelle osé in privato, certo. Ma anche fuori ce n’è un mondo.

Tocca con lo sguardo, con un dito o a mano aperta. Tocca tutto ciò che gli piace. Tocca e pensa. Tocca e nomina. Ma se tocca e basta va comunque bene.

Tocca tutto ciò che di buono c’è, secondo lui – in silenzio. Luca tocca una stoffa, un muro poroso, la superficie liscia del comodino.

Appena sveglio e andando al lavoro, tocca. Negli intervalli rubati e prima di coricarsi. Durante i week end e le vacanze tocca a più non posso.

Tocca quel che può di bello: il seme che sta per piantare, l’orecchio del gatto, il contorno sinuoso di un vaso.

Sono anni che si allena e oramai è un toccatore professionista. Ha anche imparato a toccare cose immateriali, come un odore di gelsomino o il gusto del tè.

A toccare cose immateriali come un pensiero o uno stato di grazia passeggero.

Segue la freccia dell’apprezzamento e risale la corrente meglio di un salmone.

https://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&v=zI4R_DWgHWA

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