Odette/Zéphora

Quoi qu'il en soit, et peut-être parce que la plénitude 
d'impressions qu'il avait depuis quelque temps, et bien qu'elle lui 
fût venue plutôt avec l'amour de la musique, avait enrichi même son 
goût pour la peinture, le plaisir fut plus profond et devait 
exercer sur Swann une influence durable qu'il trouva à ce 
moment-là dans la ressemblance d'Odette avec la Zéphora 
de ce Sandro di Mariano auquel on donne plus volontiers 
son surnom populaire de Botticelli depuis que celui-ci évoque 
au lieu de l'œuvre véritable du peintre l'idée banale et fausse 
qui s'en est vulgarisée. 

Il n'estima plus le visage d'Odette selon la plus ou moins bonne qualité 
de ses joues et d'après la douceur purement carnée qu'il supposait 
devoir leur trouver en les touchant avec ses lèvres si jamais il osait 
l'embrasser, mais comme un écheveau de lignes subtiles 
et belles que ses regards dévidèrent, poursuivant la courbe 
de leur enroulement, rejoignant la cadence de la nuque à 
l'effusion des cheveux et à la flexion des paupières, comme 
en un portrait d'elle en lequel son type devenait intelligible 
et clair. 

Il regardait; un fragment de la fresque apparaissait 
dans son visage et dans son corps, que dès lors il chercha 
toujours à y retrouver, soit qu'il fût auprès d'Odette, soit 
qu'il pensât seulement à elle, et bien qu'il ne tînt sans 
doute au chef-d'œuvre florentin que parce qu'il le retrou- 
vait en elle, pourtant cette ressemblance lui conférait à elle 
aussi une beauté, la rendait plus précieuse.

M. Proust

 Sandro_Botticelli_035
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indovinello

Fa paura.
Se gli dai carta bianca smette di ascoltarti e fa quel che gli pare, dalla più piccola cosa alla più grande. Compreso apparire scemo e naif, tipo i “figli dell’amore eterno” di verdoniana memoria.
Ci vuole molta convinzione per diventare suo amico. Molta.
Se lo lasci fare, fa quel che gli pare a lui, ripeto. Da cima a fondo.
Può spaventare, anzi lo fa puntualmente, se gli dai corda. A un certo punto smetti anche di vedere la fine della corda, perchè è diventata infinita.
Salta e scavalca tutto ciò che gli si oppone con gesti imprevedibili. E lo fa senza opporsi.
Stargli dietro è un impegno a tempo pieno.
Se poi cambi idea e finisci qualcosa che lui aveva iniziato il disastro è molto probabile. Di conseguenza quando c’è eviterei di interromperlo a metà di un’azione.
Tutti lo conoscono, tutti o quasi lo frequentano, pochi riescono a stargli accanto a tempo pieno, cosa che comporterebbe non essere più i protagonisti, almeno non nel senso comune del termine.
Quando lo abbandoni spiegagli onestamente i motivi. Comprende e si accontenta anche di una relazione instabile… sarà perchè è lui la relazione.

Image
l’immagine ((“calderone alchemico con sirena”) non costituisce un indizio 😀

Gala!

Durante un serata estiva ho riscoperto GALA, una cantante dance della mia adolescenza. Allora ballavo e non sapevo che faccia avesse, non andavano come adesso i video musicali.

Molto popolare negli anni ’90, italianissima, Gala ha uno stile minimal e una mimica molto comunicativa, direi anomala per i tempi e per l’Italia.

Mi ha colpita la sua bellezza, l’energia e il motto del primo pezzo,  buddhisticheggiante 😉

pps o forse magari i video musicali andavano, ma ero intenta a leggere Kundera e Dostoevskij, la tv non me la filavo, la leggerezza l’ho apprezzata in seguito…

“…sarà ripresa il più presto possibile”

connessione e distacco

un gioco di frequenza

anche per chi non la sa

bianconero e colore

un gioco di pittura

anche per chi non la sa

silenzio e voce

un gioco di teatro

anche per chi non lo sa

foglio bianco e pagina fitta

un gioco di scrittura

anche per chi non la sa

azione e distensione

un gioco di sport

anche per chi non lo sa

 

in questo girotondo

chi, senza saperlo,

ne sa abbastanza

può essere      ritmo

lunghezza-onda

caro diario

Ho deciso di “perdere alcuni giorni” dal mio diario quotidiano (cartaceo).

Anzi non alcuni, probabilmente la maggior parte. Di dedicarmi solo agli snodi significativi. Anche restare immobile per venti minuti a osservare i passanti alla Stazione, come ho fatto ieri sera, può essere un momento significativo.

pagine bianche
pagine bianche

Ho tante cose a cui pensare, da fare, organizzare.

Ho anche capito che all’indispensabile “connettivo trasparente” che tiene insieme la “trama principale” dei giorni  non è possibile dare molto spazio.

E’ necessario sacrificarlo un po’, a meno di non potersi/volersi dedicare a una vita esclusivamente contemplativa.

Selezionare è difficile perchè tutto mi interessa, quasi niente mi annoia.

La “pratica della vita” – vissuta o scritta – somiglia a quella meditativa, il silenzio è fondamentale.

altre specie… chiediamoci perchè

Perchè molti di noi – secondo me la maggioranza – quando vedono l’immagine di un agnello, di un maiale, di un vitello ucciso sempre più spesso sentono una contrazione dolorosa?

Se è vero che l’istinto umano è quello di cacciare – non dimentichiamo che sono state combattute guerre, per la carne! – va rilevato anche questo evidente fenomeno: sempre più di frequente l’immagine di un animale ucciso crea nelle persone sofferenza emotiva.

Questo stato d’animo ricorrente secondo me non nega ciò che è stato, non nega l’attrazione umana per la carne, ma probabilmente segnala un’evoluzione nella nostra specie.

Evito sempre più la carne e mi sento avviata al vegetarianesimo, non perchè l’ho stabilito ideologicamente, perchè mi “ascolto”, cerco di adattarmi fluidamente a quella che potrebbe essere un’evoluzione affettivo-alimentare.

Però la via è lunga e non intendo/pretendo di rinunciare a tutto subito.

Certo che il modo in cui mangiamo carne spesso fa dimenticare dove-come- quando ce la siamo procurata: dalle città non è chiaramente visibile nè la catena alimentare nè quella che conduce dalla stalla industriale al piatto.

Un po’ come non lo è la “catena militare”: il pilota in volo preme un bottone e non vede i danni che fa, come invece accade durante un combattimento vis à vis.

Su questo tema ancora ho tanti dubbi. Per esempio: nella società contadina esisteva un “modo giusto” di consumare carne?

Premesso questo “modo giusto”, da fattoria di una volta, non intensivo e rispettoso del ciclo di vita delle bestie, mi chiedo:

fa parte del “karma animale” l’essere inglobati dentro gli uomini (e altri animali) come cibo?

fa parte del “karma vegetale” l’essere inglobati dentro gli animali (e gli uomini) come cibo?

So solo che ieri mi sono commossa preparando un’insalata romana (sì ok, pare troppo, e allora???). Aprendo le foglie sentivo la portata del suo donarsi, di quel sacrificio muto. Perchè anche le piante sono vive.

In questo periodo a tavola mi ascolto di più, e il risultato è che evito di ingerire gli animali di giovane età strappati alla madre e non vissuti. Evito oramai anche gli animali adulti  tirati su in qualche “allevamento di concentramento”.

Questi ultimi li accetto quasi solo quando mi sono offerti su altre tavole – la strategia di alcuni monaci buddhisti.

Si tratta di autoascolto, ripeto, perchè il giudizio dentro di me è ancora sospeso.

salve,

fonte: http://musicflower-lipsticklyrics.blogspot.it

 

sono il simulacro virtuale di C. P.

sono immateriale e invisibile

solo C.P. può vedermi e sentirmi

la seguo dappertutto e non può fare a meno di me

dovete sapere che lei non è come appaio:

si veste solo di nero e pensa cose strane

la notte sale su un albero e conta le foglie, poi soffia e le fa cadere tutte

esce con il gatto al guinzaglio e semina rampicanti precoci che infestano i muri in pochi minuti

a volte col pennello traccia segni rossi sui vetri delle auto, fino a coprirli completamente

o spreme colla nelle serrature

entra di soppiatto nei negozi di scarpe e confonde i numeri

con la luna piena versa nelle fontane secchi di piccole sirene che fanno confusione per tutta la notte tenendo svegli i bambini

insomma, non fidatevi troppo di lei

dal canale GabriellaCilmiVEVO

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