06 p.m. ca

Usare la sveglia del pescatore per “catturare” il pesce d’oro della meditazione p_20161126_142440

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notturno#1

La parte di non-amore che ci abita
è come una parete nera
in una casa tutta bianca
bisogna stringerla d’un assedio cromatico
chiuderla nel pugno
tuttavia…
riemerge
come la sagoma del quadro dell’antenato
che avevi intonacato mesi fa
è il nostro irredimibile
ineludibile
essere-umani
dover usare il nero per tracciare
contorni, parole, discorsi
doversi tenere l’ombra
come una sorella solitaria e bislacca
che si nasconde in camera quando gli ospiti suonano alla porta.

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metempsicosi

 la zavorra del non visto
 è uno zaino che di vita in vita 
 se vuoi, può alleggerirsi
 pesante all'inizio del cammino
 a ogni tappa lo apri
 posi sul tavolo 
 solo ciò che ti è permesso 
 in una tasca
 in fondo alla sacca
 restano oggetti inaccessibili, 
 a te invisibili 
 e interdetti
 che vorresti guardare

 quel che accade 
 è sempre la stessa cosa
 e sempre nuova:
 non vedere gli oggetti
 volerli vedere
 riuscirci

zaino_trat

immagine trovata qui

 

sulla collina

ridurre a ossa
accumularne
e con esse costruire un mondo
di uomini, animali, case
tripudio fantastico dalla scarna struttura
a lungo ambita, perseguita
anni trascorsi a scavarsi
per riuscire a vedere il bianco

Animal-Skeletons-Pictures-2

foto trovata qui

buon anno con Thoreau

Io credo che potremmo avere molta più fiducia di quanta ne abbiamo. E potremmo liberarci dall’apprensione per noi stessi se ci donassimo sinceramente ad altro. La natura si adatta alla nostra forza e alla nostra debolezza. La continua ansia, la tensione di alcuni di noi è quasi una forma di incurabile malattia. Tendiamo a esagerare l’importanza del lavoro che compiamo, eppure quanto di questo non è opera nostra! Cosa succederebbe se ci ammalassimo? Come siamo vigili! Decisi a vivere senza fede se possiamo farne a a meno, stiamo all’erta tutta la giornata e alla sera diciamo le nostre preghiere senza convinzione e ci consegnamo all’incertezza. E così siamo costretti sinceramente a vivere nel profondo, rispettando questo tipo di vita e negando ogni possibilità di mutamento. Ci diciamo che questa è l’unica via; ma di modi ve ne sono tanti, quanti i raggi che si possono tirare dal centro di un cerchio. Ogni cambiamento è un miracolo da contemplare; ma è un miracolo che si ripete in ogni attimo. Confucio disse <<Sapere che sappiamo quel che sappiamo e che non sappiamo ciò che non sappiamo è il vero sapere>>. Quando un uomo riuscirà davvero a comprendere ciò che può immaginare, prima o poi tutti gli altri accorderanno la vita alla sua.”

H. D. Thoreau, Walden ovvero Vita nei boschi, Einaudi 2015.

ragazzo

(immagine trovata su web)

 

Odette/Zéphora

Quoi qu’il en soit, et peut-être parce que la plénitude d’impressions qu’il avait depuis quelque temps, et bien qu’elle lui fût venue plutôt avec l’amour de la musique, avait enrichi même son goût pour la peinture, le plaisir fut plus profond et devait exercer sur Swann une influence durable qu’il trouva à ce moment-là dans la ressemblance d’Odette avec la Zéphora de ce Sandro di Mariano auquel on donne plus volontiers son surnom populaire de Botticelli depuis que celui-ci évoque au lieu de l’œuvre véritable du peintre l’idée banale et fausse qui s’en est vulgarisée. Il n’estima plus le visage d’Odette selon la plus ou moins bonne qualité de ses joues et d’après la douceur purement carnée qu’il supposait devoir leur trouver en les touchant avec ses lèvres si jamais il osait l’embrasser, mais comme un écheveau de lignes subtiles et belles que ses regards dévidèrent, poursuivant la courbe de leur enroulement, rejoignant la cadence de la nuque à l’effusion des cheveux et à la flexion des paupières, comme en un portrait d’elle en lequel son type devenait intelligible et clair. Il regardait; un fragment de la fresque apparaissait dans son visage et dans son corps, que dès lors il chercha toujours à y retrouver, soit qu’il fût auprès d’Odette, soit qu’il pensât seulement à elle, et bien qu’il ne tînt sans doute au chef-d’œuvre florentin que parce qu’il le retrou- vait en elle, pourtant cette ressemblance lui conférait à elle aussi une beauté, la rendait plus précieuse.

M. Proust

 Sandro_Botticelli_035

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